Sovrappeso e obesità non sono solo un problema estetico ma soprattutto di salute e possono influenzare negativamente lo stato di salute e di benessere e la qualità e l’aspettativa di vita.
Nonostante il grado di malnutrizione esistente sul pianeta, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo. Siamo infatti di fronte a una vera e propria epidemia globale, che si sta diffondendo in molti paesi e che può causare, in assenza di un’azione immediata, problemi sanitari molto gravi nei prossimi anni.
In Italia si calcola che il 43% della popolazione adulta è in sovrappeso e di questa il 10% è obesa.
L’aumento di peso si manifesta progressivamente al crescere dell’età. E’ stimato che il 27% della popolazione fra i 18 e i 24 anni è in sovrappeso e la percentuale sale progressivamente con l’età fino ad arrivare al 54% dopo i 50 anni.
In Italia, dei 58.997.201 di individui che hanno più di 50 anni di età, 31.858.488 sono in sovrappeso e di questi 3.185.848 sono obesi.
La comunità scientifica concorda con il ritenere che sovrappeso e obesità sono strettamente correlate all’insorgenza delle sempre più frequenti patologie metaboliche:
.
● colesterolo e trigliceridi alti e bassi livelli di colesterolo buono.
● malattie cardiovascolari e ipertensione.
● steatosi epatica o fegato grasso con alti valori delle transaminasi e gammaGT.
● acidi urici alti e calcolosi renale.
● glicemia alta, insulinoresistenza e diabete alimentare.
.
Negli ultimi anni la comunità scientifica ha proposto di raggruppare buona parte di queste disfunzioni nel complesso quadro clinico della Sindrome Metabolica.
.

.
Sovrappeso e obesità, insieme ad uno stile di vita sedentario, sono strettamente correlate ad un aumento dei fattori di rischio per le principali malattie cronico degenerative, fortemente in aumento negli ultimi anni
.
Sovrappeso e obesità possono generare inoltre, disturbi psicologici come ansia, depressione, tendenza all’isolamento e alla solitudine, nonché perdita di vitalità e diminuzione della produttività lavorativa.
Un importante considerazione deve essere fatta, nei casi di sovrappeso e obesità, a proposito della distribuzione del grasso e della sua localizzazione.
In condizione di salute e di benessere, il grasso è distribuito prevalentemente a livello sottocutaneo, tra la pelle e i muscoli, in particolar modo nelle zone inferiori del corpo, glutei e gamba e nell’area addominale superficiale con normali funzioni di accumulo di energia e di regolazione di molteplici processi biologici.
Nel sovrappeso e nell’obesità, l’aumento del grasso sottocutaneo è meno impattante sulle problematiche metaboliche e cardiocircolatorie. Grava più su problemi di circolazione periferica con manifestazioni di gonfiori alle gambe, sviluppo di cellulite, fragilità capillare e vene varicose, e sulle problematiche osteoarticolari e muscoloscheletriche, compromettendo agilità e movimento.
.

.
L’aumento del grasso sottocutaneo è meno impattante sulle problematiche metaboliche e cardiocircolatorie. Grava più su problemi di circolazione periferica con manifestazioni di gonfiori alle gambe, sviluppo di cellulite, fragilità capillare e vene varicose
.
In età più avanzata, dai 35 – 40 anni in poi, la distribuzione del grasso cambia e va ad accumularsi sotto i muscoli, nello spazio tra gli organi interni, fegato, intestino, reni, ed in particolar modo nella zona addominale con aumento del grasso viscerale. Perde le sue normali funzioni di riserva di energia e di regolatore dei processi metabolici e si trasforma in un tessuto ricco di macrofagi ed altre cellule immunitarie con spiccata attività di sintesi e secrezione di molecole proinfiammatorie.
.

.
L’aumento del grasso viscerale è strettamente correlato ad un aumento dei fattori di rischio per le principali malattie cronico degenerative, con decadimento generale dello stato di salute e di benessere e della qualità e dell’aspettativa di vita
Nel sovrappeso e nell’obesità, l’aumento del grasso viscerale è sempre associato ad incremento della produzione di citochine proinfiammatorie e di stress ossidativo, promuovendo insulinoresistenza e sindrome metabolica, con decadimento generale dello stato di salute e di benessere e della qualità e dell’aspettativa di vita.
Detto questo, serve sempre maggiore attenzione alla valutazione della distribuzione e localizzazione del grasso più che alla quantità in valore assoluto, e quindi diventa di primaria importanza monitorare la misurazione della circonferenza vita, prima ancora che il peso corporeo.
.

.
La comunità scientifica concorda che, anche chi si trova in un intervallo di peso ed indice di massa corporea nella norma, deve tenere sotto controllo la circonferenza vita, perché ritenuta un fattore di rischio indipendente dal peso corporeo. Si può essere grassi anche se normopeso.
.
