La dieta chetogenica è un protocollo nutrizionale, ampiamente riconosciuto dalla comunità scientifica, che istaura una chetosi fisiologica ovvero un processo metabolico del tutto simile a quello che avviene in natura, quando gli animali non trovano cibo o vanno in letargo. In questi casi di mancato introito di alimenti, si attiva un metabolismo chetogenico che utilizza i grassi di riserva, come fonte primaria di energia.
Per indurre la chetosi fisiologica della dieta chetogenica, viene effettuata una restrizione rigorosa e controllata degli zuccheri, dei carboidrati e degli amidi, compresa la maggior parte della frutta, in moda da spingere il metabolismo ad utilizzare prevalentemente i corpi chetonici derivati dalla scomposizione dei grassi, come fonte primaria di energia al posto del glucosio.
Al pari della restrizione degli zuccheri, dei carboidrati e degli amidi, con altrettanto rigore e controllo, viene stabilita la giusta quantità degli altri macronutrienti come proteine e lipidi, che può variare a seconda degli obbiettivi da raggiungere, in modo da preservare la massa muscolare e fornire adeguato apporto di nutrienti per sostenere la richiesta energetica individuale.
Ci sono quindi varie tipologie di dieta chetogenica che possono essere utilizzate a seconda degli obbiettivi individuali da raggiungere.
La caratteristica che accomuna tutte li tipologie di dieta chetogenica è la restrizione rigorosa dell’apporto di carboidrati al di sotto dei 30 – 50 gr. al giorno, in modo da indurre e mantenere uno stato di chetosi fisiologica.
Indotta la chetosi fisiologica con la restrizione dei carboidrati, le varie tipologie di dieta chetogenica si possono ottenere andando a variare l’apporto quantitativo degli altri macronutrienti come le proteine e i lipidi.
La dieta chetogenica non è mai una dieta iperproteica in quanto la componente proteica viene calcolata secondo le linee guida e varia dallo 0,8 gr. a massimo 1,5 gr. per chilo di peso corporeo, in base ai risultati da ottenere.
La chetogenica è una dieta normo proteica e le proteine che verranno introdotte saranno di buona qualità, ad alto valore biologico e con pochi grassi, come le carni bianche, il pesce, le uova. Sono da evitare gli alimenti proteici di trasformazione industriale, gli insaccati ed i latticini. Nei casi in cui è necessario un ridotto apporto calorico, possono essere prescritti alimenti sostitutivi, fatti con farine proteiche, realizzati da aziende specializzate nel settore.
Le preoccupazioni relative ad un potenziale danno renale da sovraccarico proteico sono assolutamente infondate visto che le diete chetogeniche condotte correttamente sono essenzialmente normo proteiche.
L’apporto dei grassi nelle diete chetogeniche è normalmente molto elevato ed è di primaria importanza determinarne sia la quantità che la qualità a seconda degli obbiettivi da raggiungere.
Sono da preferire grassi insaturi omega 3 presenti nel pesce azzurro, avocado, frutta oleosa secca come noci, nocciole, mandorle, ed olio extra vergine di oliva. Sono da limitare i grassi omega 6 presenti negli oli vegetali e particolarmente nei prodotti di trasformazione industriale. Da limitare anche i grassi saturi di provenienza animale come le carni grasse, gli insaccati e i latticini.
L’importanza delle fibre.
Nelle diete chetogeniche la fibra alimentare è essenziali per il mantenimento di un buon microbiota intestinale e per favorire il transito intestinale. Va incoraggiato il consumo di verdurasenza limitarne la quantità ma facendo massima attenzione alle verdure ricche di amido come le patate, le carote cotte e la zucca gialla, ed anche i legumi secchi come i fagioli, i ceci, le lenticchie ed altri, che vanno esclusi.
Con la dieta chetogenica, soprattutto nella fase iniziale, si ha un aumento notevole di perdita di liquidi e di sali minerali come sodio magnesio ed in particolar modo potassio. Per evitare la disidratazione è di primaria importanza aumentare l’apporto di acqua. Bere di più, da un litro e mezzo a due litri e mezzo di acqua al giorno, salare abbondantemente le verdure e valutare l’eventuale integrazione di magnesio e in modo particolare di potassio.
Le varie tipologie di dieta chetogenica possono essere utilizzate come strategia nutrizionale di supporto in varie condizioni sia fisiologiche che patologiche:
– nel dimagrimento e perdita di peso rapida per motivi personali o per un intervento chirurgico programmato;
– nelle obesità importanti associate a compromesso stato di salute;
– nelle adiposità localizzate come cellulite o pancetta nella donna in menopausa e nell’accumulo di grasso viscerale con pancia prominente dell’uomo in andropausa;
– nella sindrome metabolica e nei casi di insulino-resistenza; si hanno miglioramenti del metabolismo glucidico (glicemia e insulinemia più basse), del profilo lipidico (colesterolo e trigliceridi più bassi) e benefici sulle ipertensioni (pressione sanguigna più bassa);
– nella steatosi epatica non alcolica (fegato grasso);
– nel diabete alimentare;
– nelle patologie infiammatorie croniche, nelle patologie autoimmuni ed in modo particolare nelle patologie neurologiche e neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson;
– nelle patologie oncologiche la chetogenica può essere di aiuto per contribuire ad ostacolare la crescita delle cellule tumorali;
– infine, la chetogenica è un approccio nutrizionale che può essere utilizzato come strategia nello sport, per migliorare la composizione corporea e le masse muscolari degli atleti, per ottimizzare gli allenamenti e potenziare le prestazioni sportive.
La chetogenica non è adatta a tutti e deve essere sempre monitorata da un professionista della salute.
La dieta chetogenica ha delle controindicazioni assolute che non possono essere sottovalutate e vanno gestite da un professionista.
Le controindicazioni assolute della dieta chetogenica sono:
– gravidanza e allattamento;
– disturbi psichici-comportamentali;
– abuso di alcool, altre sostanze nervine e tossicodipendenza;
– insufficienza epatica e insufficienza renale;
– diabete di tipo I, insulinodipendente;
– particolari malattie metaboliche;
– particolari malattie cardiache come aritmie, angina e infarti del miocardio recenti.
Tenuto conto delle controindicazioni assolute, le varie tipologie di dieta chetogenica possono essere utilizzate come strategia nutrizionale di supporto in varie condizioni sia fisiologiche che patologiche, con sicurezza e senza riscontrare particolari problemi. Malgrado questo, nei primi giorni possono comparire piccoli effetti indesiderabili, assolutamente transitori, tra i quali:
– senso di fame, fatica e stanchezza che vanno a scomparire a partire dal terzo giorno;
– mal di testa ed emicranie di lieve entità che vanno a scomparire a partire dal terzo giorno;
– spossatezza e sensazione di vertigini dovute ad abbassamento della pressione sanguigna soprattutto se in trattamento con antipertensivi e diuretici. Si risolvono senza particolari problemi, salando abbondantemente le verdure e bevendo molta acqua.
– stitichezza che si risolve bevendo molta acqua e mangiando in abbondanza le verdure consentite, ed eventualmente con adeguato supporto di integratori.

